Ormai a Olimpiadi in corso la controinformazione critica, in merito allo scempio provocato dall’evento speculativo/sportivo è stata messa in campo da tempo, cadendo troppo spesso nel vuoto.
Purtroppo dal 2019 a oggi in Valtellina non si è creato un movimento di contestazione per una seria difesa dei nostri territori dalla cricca Sala (Sindaco di Milano), Fontana e Zaia (presidenti leghisti di Lombardia e Veneto). Centrosinistra e centrodestra uniti nel promuovere l’evento olimpico con la promessa iniziale di non utilizzare un euro di fondi pubblici e, parlando in malafede con lingua biforcuta, di Olimpiadi sostenibili interamente finanziate da capitali privati.
Tra indifferenza e qualche malumore gli abitanti della nostra Valle restano come sempre passivi sudditi poco disposti a opporsi alle pratiche coloniali energetiche e turistiche calate dall’alto. Non che Cortina e Milano abbiano eccelso nelle contestazioni anti-olimpiche. L’abbattimento di centinaia di larici secolari per costruire una assurda pista da bob a Cortina e gli innumerevoli sfratti a Porta Romana per dar spazio al villaggio olimpico a Milano, restano a dimostrazione di quante speculazioni siano prioritarie alla faccia dell’ambiente e del bene comune. Unica nota positiva in Valtellina la contestazione alla tangenzialina nella piana dell’Alute a Bormio. Progetto abbandonato per le forti contestazioni e momentaneamente confinato in qualche cassetto istituzionale in attesa di tempi migliori per realizzarlo in un futuro non troppo lontano.
Vedremo, a evento concluso, il reale bilancio non solo economico di quanto resterà sui territori lombardo-veneti violentati da asfalto, cemento, impianti di risalita e cantieri infiniti. Valuteremo i danni di una viabilità stradale e ferroviaria già ingolfata in periodi ordinari, gli effetti negativi della didattica a distanza per gli studenti, il caos e i limiti delle linee rosse contro la libera circolazione verso l’Alta Valle. Senza per questo dimenticare gli sprechi di energia e acqua pubblica per alimentare i cannoni sparaneve sponsorizzati Eni, gigante del colonialismo energivoro in mezzo mondo, che garantisce la sostenibilità dei giochi. E neppure il ruolo di Leonardo Spa, main partner per la sicurezza dell’evento, che con le tecnologie di guerra testate in mezzo mondo, anche sui palestinesi, garantirà il pacifico svolgimento dei giochi. Così “lo Spirito Italiano vibrante e dinamico” del libero mercato potrà apertamente favorire i guadagni privati, con la tranquillità garantita dal soccorso di denari pubblici (7 miliardi di euro) a copertura del deficit.
Costruttori, imprenditori, politici e ruffiani vari l’oro olimpico lo hanno già in tasca, perché l’importante non è vincere ma partecipare agli affari.
Di conseguenza l’oro olimpico per ogni atleta ci costerà 35 milioni di euro.